{"id":332,"date":"2015-06-29T10:20:58","date_gmt":"2015-06-29T08:20:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/?p=332"},"modified":"2015-06-29T10:20:58","modified_gmt":"2015-06-29T08:20:58","slug":"ecco-a-cosa-mira-il-gender","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/?p=332","title":{"rendered":"Ecco a cosa mira il &#8220;Gender&#8221;"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali motivazioni dietro a questo nuovo fenomeno culturale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso questo articolo si cerca di fornire al lettore le motivazioni profonde di un fenomeno molto dibattuto, ma poco conosciuto nelle sue vere finalit\u00e0: conoscere le finalit\u00e0 di un processo culturale \u00e8 conoscerne anche la sua natura e la sua causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/wp-content\/uploads\/gender.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-333\" src=\"http:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/wp-content\/uploads\/gender-200x200.png\" alt=\"gender\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/wp-content\/uploads\/gender-200x200.png 200w, https:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/wp-content\/uploads\/gender-300x300.png 300w, https:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/wp-content\/uploads\/gender.png 400w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Padre Giorgio Carbone, docente di bioetica alla Facolt\u00e0 teologica di Bologna, unisce in s\u00e9 il radicamento nella profonda dottrina tomista, cosa tipica per un domenicano (almeno una volta\u2026) con una partecipata attenzione critica alle vicende dell\u2019attualit\u00e0. Da tempo collabora con blog e riviste offrendo spunti sempre interessanti e originali sulle pi\u00f9 pressanti questioni etiche e antropologiche, trattate con il bisturi dello specialista in teologia morale, ma anche con la pastoralit\u00e0 dell\u2019uomo di Dio. Dopo vari libri sulle tematiche spinose e spesso incomprese della contraccezione, della fecondazione artificiale e dell\u2019aborto, il teologo domenicano ci offre ora un saggio di sintesi sulla pi\u00f9 pericolosa e meno scientifica delle ideologie contemporanee (G. Carbone, Gender. L\u2019anello mancante?, ESD, Bologna 2015, pp. 154, \u20ac 14). In dieci rapidi capitoletti viene ripercorsa tutta la magmatica filosofia del gender, dalle origini ad oggi, soffermandosi sulle conseguenze sociali ed educative, prima ancora che giuridiche e morali, di una regressione tanto nefasta quanto insopportabile. Nell\u2019introduzione padre Carbone avverte il lettore su un fatto di non minima importanza. L\u2019obiettivit\u00e0 delle analisi che ha condotto per anni, cos\u00ec come le diagnosi proposte in conclusione (cf. pp. 132-142), non cancellano la cristiana carit\u00e0, la quale sintetizza \u201csolidariet\u00e0, misericordia e aiuto concreto\u201d verso ogni persona come tale, non per le virt\u00f9 o i pregi che eventualmente la connotano, ma \u201cper il semplice fatto che (\u2026) esiste\u201d (p. 10). Ci\u00f2 detto, \u00e8 proprio per l\u2019amore degli uomini e dell\u2019umanit\u00e0 intera, non esclusi gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali, che bisogna non arrendersi a delle teorie sbagliate e ingannatrici, in particolare quando queste hanno la potenzialit\u00e0 di distruggere la famiglia e con essa l\u2019educazione dei bambini e la pace. Le origini remote della teoria del gender vengono fatte risalire a John Money, che effettivamente fu tra i primissimi psicologi a proporre la distinzione tra il sesso, come \u201cci\u00f2 che attiene agli organi genitali e alle loro funzioni\u201d, e il genere che invece sarebbe \u201cci\u00f2 che ha a che fare con le differenze comportamentali e psicologiche\u201d (p. 17). Il pi\u00f9 noto esperimento di Money fu quello attuato su Bruce Reimer (1965-2004), evirato a due anni col consenso dei genitori e cresciuto come una bambina\u2026 Su questa orribile violenza compiuta in nome della scienza un giornalista americano ha fatto pienamente luce (cf. J. Colapinto, Bruce, Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza, San Paolo, 2014). Tale esperimento di ingegneria psico-sessuale si concluse dolorosamente con il suicidio di Bruce, dopo il suo rifiuto della femminilit\u00e0 imposta dai genitori e dal medico (Frankenstein) Money. Gi\u00e0 qui il gender e la \u201casessualit\u00e0 spirituale\u201d dell\u2019essere umano avrebbero dovuto arrestarsi. E invece no. Molto interessanti poi le pagine che padre Giorgio dedica al contributo del femminismo, specie radicale, alla teoria del gender. E\u2019 arcinota la frase cult della profetessa femminista Simone de Bouvoir: \u201cDonna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l\u2019aspetto che riveste in seno alla societ\u00e0 la femmina dell\u2019uomo; \u00e8 l\u2019insieme della storia e della civilt\u00e0 a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna\u201d (cit. a p. 27). Difficile per\u00f2 accumulare in poche righe tante scemenze! Se infatti furono la storia e la civilt\u00e0 ad inventare il ruolo della donna (e non la biologia, la natura e la Provvidenza), come mai visto che l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 equamente ripartita tra maschi e femmine, sarebbe stato l\u2019uomo ad aver imposto alla donna il suo ruolo e mai il contrario? L\u2019unica risposta \u00e8 che la donna sarebbe inferiore nella capacit\u00e0 di dominare e assoggettare l\u2019altro. E questo spinge a dirlo proprio la caporiona arrabbiata del femminismo! No, i ruoli ci sono ed esistono, sempre e ovunque. Adamo per fortuna non \u00e8 in tutto uguale ad Eva. N\u00e9 lei a lui. La stessa Bibbia parla di un aiuto che \u00e8 \u201csimile\u201d ad Adamo, non uguale (Gen 2,18). E i Padri della Chiesa si esprimono cos\u00ec: \u201cLa donna non fu tratta dalla testa di Adamo affinch\u00e9 non si credesse superiore, n\u00e9 fu tratta dai piedi affinch\u00e9 non fosse tenuta come serva o schiava. Ma fu formata dalla costola affinch\u00e9 fosse ritenuta come compagna di vita\u201d (secondo il commento di p. Marco Sales). Complementarit\u00e0, collaborazione, attrazione reciproca, differenze attitudinali, istinto di procreazione, matrimonio, famiglia\u2026 civilt\u00e0! E\u2019 questo splendido e armonico paesaggio umano, disegnato e calibrato al millimetro dal pi\u00f9 grande dei Pittori che si vuole sostituire con le teorie nullificanti e negazioniste del gender. Cos\u00ec la degna erede della Beauvoir, la Firestone scriveva che \u201cil fine ultimo della rivoluzione femminista non consiste nell\u2019eliminazione dei privilegi, ma nella stessa cancellazione delle distinzioni tra sessi (\u2026). Il tab\u00f9 dell\u2019incesto oggi serve solo a preservare la famiglia. Se ci sbarazzassimo della famiglia ci sbarazzeremmo anche delle repressioni (\u2026). I tab\u00f9 sessuali adulto\/bambino e omosessualit\u00e0 sparirebbero\u201d (cit. a p. 29). E non si pu\u00f2 che darle ragione: la fine della famiglia, desiderata dagli ideologi del gender, sarebbe altres\u00ec la fine di molti tab\u00f9 e l\u2019apertura ad ogni perversione, ad ogni violenza, ad ogni mostruosit\u00e0. Di questo si tratta signori lettori, e non di una mera filastrocca, tipo Emma e le sue due mamme\u2026<br \/>\nLe stesse agenzie Onu e tutte le lobby al servizio del potere credono davvero che, per istituire una societ\u00e0 migliore e pi\u00f9 equa, \u201cil femminile e il maschile sono categorie o da cambiare o da abbattere\u201d (p. 33). Sarebbe come voler abolire la moneta per creare l\u2019eguaglianza economica tra i cittadini! Ancora nel 2013 un certo J. W. Scott, citato da padre Carbone, scriveva che \u201cil ricorso alla biologia rende pi\u00f9 difficili gli appelli all\u2019eguaglianza\u201d (p. 32): e questo dimostra che di teorie anti-biologiche e anti-scientifiche si tratta.<br \/>\nIn questo quadro \u00e8 piccante ricordare che proprio gli psicologi e psicanalisti contemporanei, forse pi\u00f9 degli autori classici, hanno definito l\u2019omosessualit\u00e0 come \u201caberrazione sessuale\u201d (Freud), \u201ccomplesso di inferiorit\u00e0\u201d (Adler), \u201cinfantilismo psichico\u201d (Stekel), \u201cauto-commiserazione\u201d (Arndt), \u201cidolizzazione\u201d (Hatterer), etc. Addirittura per Freud l\u2019omosessualit\u00e0 maschile avrebbe come concausa il \u201cdisprezzo della donna fino all\u2019orrore\u201d (p. 59), e cos\u00ec gli unici veri maschilisti sarebbero i gay! Andando nel profondo poi il gender contiene un assalto implicito contro il concetto di natura e la sua immutabilit\u00e0, e perfino contro il concetto di ens, o essere, metafisicamente fondato. \u201cCi\u00f2 che \u00e8 esiste, ci\u00f2 che non \u00e8 non esiste\u201d: la base del pensiero e del ragionamento per le agenzie del gender implicherebbe omofobia, violenza, intolleranza e razzismo. Cos\u00ec le stesse categorie progressiste LGBT sono andate aumentando aggiungendo via via nuove lettere per nuovi generi. Ma non pu\u00f2 bastare mai: infatti gli autori pro gender parlano di \u201cfluidit\u00e0\u201d come \u201ccapacit\u00e0 di diventare in modo cosciente e libero uno degli infiniti numeri di genere (\u2026). La fluidit\u00e0 di genere non conosce limiti o regole\u201d (p. 38). E\u2019 il limite che fa paura, rifiutando quindi l\u2019umanit\u00e0 come Dio l\u2019ha fatta ed \u00e8 la regola, ogni regola, che viene vista come ingiustizia e sopruso. Magari domani diranno che criticare l\u2019incesto \u00e8 bigottismo e moralismo! In conclusione la visione antropologica secondo il gender \u00e8 definita dal teologo come \u201criduttiva, dannosa, utopica e caotica\u201d (p. 134). Il suo lascito alla cultura umana sta nell\u2019aumento certo delle tensioni sociali, delle diatribe scolastiche, della confusione psicologica dei bambini, della lotta di classe combattuta stavolta tra sessi e (infiniti) orientamenti sessuali. Insomma in una spinta di micidiale potenza contro la famiglia, la religione e la civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Giorgio Maria Carbone<\/strong><br \/>\nDocente di Bioetica alla Facolt\u00e0 teologica di Bologna<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(tratto dal quotidiano La Croce, 30 maggio 2015)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quali motivazioni dietro a questo nuovo fenomeno culturale? Attraverso questo articolo si cerca di fornire al lettore le motivazioni profonde di un fenomeno molto dibattuto, ma poco conosciuto nelle sue vere finalit\u00e0: conoscere le finalit\u00e0 di un processo culturale \u00e8 conoscerne anche la sua natura e la sua causa. 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