{"id":435,"date":"2019-10-07T07:53:41","date_gmt":"2019-10-07T05:53:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/?p=435"},"modified":"2019-10-21T16:39:10","modified_gmt":"2019-10-21T14:39:10","slug":"molte-dure-domande-e-una-risposta-da-medici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.homer.it\/bioeticablog\/?p=435","title":{"rendered":"Molte dure domande e una risposta da medici"},"content":{"rendered":"<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_0\"><em>da <a title=\"Avvenire\" href=\"http:\/\/avvenire.ita.newsmemory.com\/publink.php?shareid=20d34b20d\" target=\"_blank\">Avvenire<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Caro direttore,\u00a0<span class=\"Fid_0\">il comunicato stampa diffuso ieri dalla Corte Costituzionale \u00e8 un raro esempio di confusione sui termini della delicatissima questione che deve essere affrontata. Senza ribadire gli aspetti etici e antropologici di fondamentale importanza che questa ordinanza comporta \u2013 la vita come diritto e bene subordinato alla autodeterminazione \u2013 e sui quali tanto e bene ha affermato il presidente della Cei due settimane fa, vorrei puntare il focus sugli aspetti medici a essa strettamente connessi.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_0\">Affronterei per primo il contesto strettamente clinico. Nel testo si pongono alcune condizioni ricorrendo le quali si configura la \u00abnon punibilit\u00e0\u00bb dell\u2019aiuto al suicidio. Si parla di \u00abpatologia irreversibile\u00bb, \u00abtenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale\u00bb, \u00absofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili \u00bb, \u00abcapacit\u00e0 di prendere decisioni libere e consapevoli \u00bb&#8230; Siamo in attesa del testo della sentenza, che arriver\u00e0 solo tra alcune settimane, e tuttavia c\u2019\u00e8 da temere che chi scrive abbia un\u2019idea molto vaga del tema che sta trattando.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_0\">Andiamo per ordine. \u00abPatologia irreversibile\u00bb che provoca \u00absofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili \u00bb. Il pensiero corre subito alle gravi patologie neurodegenerative (Sla, Sm, Parkinson, la variegata famiglia delle neuropatie con paralisi progressive, demenze varie ecc&#8230;), ma purtroppo l\u2019elenco \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e complesso. Facciamo due esempi facili da comprendere anche dai non addetti ai lavori. La \u00abcefalea a grappolo\u00bb che il Manuale di Medicina Interna &#8216;Harrinton&#8217; definisce \u00abuno dei mali peggiori che si possa sperimentare \u00bb, con attacchi violenti di mal di testa, che si ripetono anche decine di volte al giorno, e invalidano totalmente la vita lavorativa e relazionale di chi ne soffre, costretto a chiudersi in una stanza al buio e silenzio totali. Farmaci analgesici, antiinfiammatori e perfino oppiacei sono inefficaci. Non esiste una vera terapia e pu\u00f2 durare un numero indefinito di anni. Potrebbe rientrare nelle caratteristiche che la Consulta delinea. Altra fattispecie: depressione endogena, cio\u00e8 senza apparente causa scatenante esterna. \u00c8 malattia irreversibile sulle cui sofferenze connesse \u00e8 inutile spendere parole. Dobbiamo forse concludere<\/span>\u00a0<span class=\"Fid_0\">che anch\u2019essa pu\u00f2 rientrare nelle patologie delineate dalla Corte? \u00c8 possibile obbiettare che manca un requisito: \u00abTenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale\u00bb. E qui c\u2019\u00e8 il rischio della pi\u00f9 ampia discrezionalit\u00e0 interpretativa. Voi pensate che un parkinsoniano possa vivere senza farmaci, o un epilettico senza anticomiziali, o un diabetico senza insulina, o un depresso endogeno senza neurolettici? Sono veri trattamenti di sostegno vitale! Non si pu\u00f2 vivere senza di essi, ma possiamo sospenderli: dunque \u00absuicidio assistito \u00bb garantito e legittimo?<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_0\">Un altro requisito indicato dalla Corte: \u00abCapacit\u00e0 di prendere decisioni consapevoli \u00bb. Pensiamo che chiunque di noi si trovasse nelle condizioni cliniche delle patologie sopra menzionate e tante, tante altre consimili, magari con l\u2019aggiunta dell\u2019evidente disagio e &#8216;disturbo&#8217; manifestato da familiari o conviventi, e con la pressione sociale che invoca il &#8216;meglio togliersi di mezzo, perch\u00e9 oltretutto costi e sottrai risorse alla societ\u00e0&#8217; sarebbe nella condizione oggettiva di formulare decisioni veramente libere ed equilibrate? In palese contraddizione, in aggiunta, con l\u2019affermazione finale del comunicato: per \u00abevitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili\u00bb. Chi \u00e8 pi\u00f9 vulnerabile di un grave disabile, come sopra descritto?<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_0\">Da ultimo: responsabile \u00abdella verifica delle condizioni richieste e delle modalit\u00e0 di esecuzione\u00bb \u00e8 il medico, in qualit\u00e0 di competente, addetto ai lavori. Questo passaggio \u00e8 veramente inaccettabile, come ha giustamente fatto notare la presidenza della FnomCeo. Si lasci che il medico faccia il &#8216;mestiere&#8217; per il quale ha studiato, lavorato e impegnato ore e ore di studio: difendere la vita, prevenire e curare le malattie, lenire il dolore. Personalmente mi sento gratificato e \u2013 permettetemi \u2013 felice quando dopo ore di sala operatoria ho asportato un tumore cerebrale; e mi sento offeso se si pretende che in pochi minuti infili un ago nel braccio del mio paziente per iniettare il \u00abfarmaco letale\u00bb. Ore per salvare una vita, due minuti per uccidere: questa non \u00e8 medicina. Dunque, s\u00ec, se proprio si vuole, si compili una lista di &#8216;funzionari statali&#8217; addetti a questa abbietta incombenza e si lasci al medico il compito che gli<\/span>\u00a0<span class=\"Fid_0\">compete da millenni.<\/span><\/p>\n<p class=\"abody\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Fid_16\"><em>prof. Massimo Gandolfini<\/em><br \/>\n<\/span>Neurochirurgo e psichiatra<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Avvenire Caro direttore,\u00a0il comunicato stampa diffuso ieri dalla Corte Costituzionale \u00e8 un raro esempio di confusione sui termini della delicatissima questione che deve essere affrontata. 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